È arrivata la seconda delle tre giornate progettate nel 2021-22 per conoscere la spiritualità di sant’Ignazio in occasione dei 500 anni dalla conversione del Pellegrino. Sabato 11 marzo siamo stati ospiti della chiesa parrocchiale di Sant’Ignazio della diocesi di Gorizia.

Dopo la tappa di Lubiana del 25 febbraio, incentrata sulla visita guidata alla chiesa di San Giacomo con il gruppo locale di Pietre Vive (Zivi Kamni), la mattinata goriziana si ispirava alla “cultura della santità”. Questo è stato il filo conduttore dei diversi momenti proposti: prima nella sala settecentesca attigua alla chiesa e un tempo probabilmente usata per la discussione delle tesi degli allievi dei Gesuiti, e dopo negli spazi della edificio sacro.

Don Nicola Ban, responsabile e parroco dell’unità pastorale “Santi Ilario e Taziano, Sant’Ignazio e San Rocco e Sant’Anna”, ci ha presentato l’ideale di santità proposto da papa Francesco, a partire dall’esortazione apostolica Gaudete et exultate. Di seguito si è soffermato sulle peculiarità dei santi patroni della prossima Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona.

Dopo una pausa caffè, le restauratrici Cisilino, Fogar e Olivieri, del laboratorio Arecon di Basaldella, hanno illustrato il loro lavoro per riportare all’originaria bellezza la tela del transito di San Giuseppe, di nuovo collocata nell’originaria cappella laterale.

Di particolare suggestione è stato lo svelamento del quadro, quando le parole delle relatrici si sono tradotte in forme e colori.

Infine padre Luciano Larivera, il gesuita direttore del Centro Culturale Veritas, ha presentato i santi raffigurati sia nei dipinti sia nelle statue adornanti la chiesa barocca, spiegando per quali motivi i Gesuiti li abbiano proposti come modelli di vita. In particolare ha rimarcato la figura di San Giuseppe, patrono della Chiesa dal 1870 e della Compagnia di Gesù, padre, educatore, custode della famiglia e patrono dei moribondi. E gli ha affiancato Santa Barbara, vergine martire del III secolo, alla cui intercessione ci si affida per scongiurare il pericolo della morte improvvisa, in assenza dei conforti sacramentali.

Infine è stata concelebrata la Santa Messa da don Nicola Ban, padre Kokalj della comunità dei Gesuiti di Lubiana e da padri La Manna e Larivera di Trieste. E prima di ripartire: un gustoso buffet offerto dai parrocchiani di sant’Ignazio.

La prossima tappa sarà a Trieste, la mattina di sabato 6 maggio.

Foto di gruppo con tutti i partecipanti alla Giornata

 

(Foto di Cristiana Babici)