Si svolge venerdì 1° dicembre alle 18.30 la conferenza “San Nicolò, segno di una Chiesa indivisa e di diplomazia ecumenica”.

L’incontro si propone di celebrare la conclusione del corso sull’Ecumenismo e di aprire il tempo liturgico dell’Avvento con i riti più cari alle famiglie e ai bambini: i doni portati nella notte tra il 5 e il 6 dicembre dal Santo, la tradizionale Fiera che si snoda nelle vie del centro cittadino.

L’incontro si colloca nel ciclo Geopolitica e religioni e sarà tenuto dal gesuita Germano Marani, dottore in teologia presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma con una tesi su Bulgakov.

Padre Marani insegna Liturgia, Evangelizzazione e Cultura, Antropologia e Teologia dell’Evangelizzazione alla Pontificia Università Gregoriana, Facoltà di Missionologia.

padre spirituale del collegio Russicum. Come formatore e docente, opera anche presso realtà accademiche e seminari dell’Europa cristiana di lingua e cultura slava.

San Nicola è patrono dei bambini come pure di naviganti, marinai, pescatori. Ha un grande ruolo nelle relazioni interreligiose perché è il Santo più venerato nell’Ortodossia, e specialmente nel mondo slavo.

“L’auspicio che si proclami Nicola santo dell’Ecumenismo, oltre che sul carattere ecumenico della personalità storica di Nicola, poggia su un ulteriore dato di fatto: nessun Santo è così universalmente noto e amato come S. Nicola. Altri santi godono di un culto superiore al suo in determinati luoghi. Nicola attraversa invece, come nessun altro, il mondo cattolico, ortodosso e protestante”
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La sua devozione è particolarmente sentita in terra russa, dove viene definito “difensore di chi è senza difensori”,  e dove dal 21 maggio al 28 luglio di quest’anno è stata portata una reliquia del Santo di Myra custodita a Bari: una costola sinistra.

Questo trasferimento fu voluto da papa Francesco dopo l’incontro con il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill a Cuba il 12 febbraio 2016. Dopo 930 anni dalla sua traslazione a Bari, la reliquia non aveva mai lasciato la città.

Nelle due tappe, prima nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca e poi nel monastero Aleksandr Nevskij a San Pietroburgo, è stata visitata da oltre due milioni e duecentomila fedeli, incluso il presidente Vladimir Putin.

Al momento della riconsegna delle reliquie a San Pietroburgo, il patriarca Kirill ha dichiarato: “Viviamo in un’epoca e in un mondo sempre più difficile e complicato che non possiamo ignorare e ogni gesto, ogni azione diventano densi di significato. A partire da ciò che stiamo vivendo. È la prima volta nella storia dei rapporti tra le due Confessioni cristiane che i due primati di Oriente e Occidente si sono accordati perché avvenisse quello che stiamo vivendo. Non è dialogo teologico questo, ma di popolo e di devozione”.

(Avvenire, 30 luglio 2017, pag. 15)