Lunedì 4 novembre alle 18.30 presso il Centro culturale Veritas di Trieste (via Monte Cengio 2/1A) si terrà la conferenza dal titolo “Il tutore: un ‘genitore’ per il minore straniero non accompagnato”. Interverrà Carla Garlatti, presidente del Tribunale per i minorenni di Trieste; e seguiranno alcune testimonianze.

Questa figura giuridica è ancora poco conosciuta. E a Trieste sono troppo pochi questi volontari rispetto alle necessità. Eppure il “tutore di minore straniero non accompagnato” può essere un punto di riferimento anche affettivo e svolge un servizio che lo arricchisce sul piano umano e culturale.

L’appuntamento del 4 novembre al Centro Veritas intende iniziare a celebrare in modo fattivo, come altri attori del territorio, i 30 anni della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rights of the Child – CRC), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176.

Anche i minori stranieri non ancora residenti o appena arrivati nel nostro Paese, in forme anche non regolari, hanno il diritto di godere in pieno dei diritti dei minori, perché prevale il loro interesse.

Tuttavia se non sono accompagnati dai genitori o da adulti di riferimento, lo Stato provvede, oltre ad accoglierli in strutture dedicate, alla nomina di tutori volontari.

Questi tutori non sono membri dello staff delle strutture che provvedono a vitto, alloggio, esigenze sanitarie e istruzione, ma sono privati cittadini disponibili a esercitare la rappresentanza legale. Si applicano le norme della legge 7 aprile 2017, n. 47 “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati” e successive integrazioni e modifiche.

Come in altre Regioni italiane, in Friuli Venezia Giulia per diventare “tutore volontario di minore straniero non accompagnato” è necessario rispondere al bando di formazione e selezione da parte del “Garante regionale dei diritti della persona”.

Ecco di seguito un decalogo di informazioni su questa preziosa figura, per incoraggiare a valutare questa opzione di servizio civico di genitorialità sociale.

  1. Per diventare tutore occorre avere 25 anni e presentare una domanda di partecipazione alla selezione e al corso di formazione; ma soltanto dopo la formazione si esprime il consenso a diventare tutore.
  2. Il tutore non deve sostenere spese né alloggiare il minore, perché i minori stranieri non accompagnati sono affidati dal Tribunale dei minorenni a strutture di ospitalità che sono penalmente e civilmente responsabili dei minori.
  3. Il tutore volontario opera nel rispetto del principio del superiore interesse del minore.
  4. Svolge il compito di rappresentanza legale del minore assegnato.
  5. Persegue il riconoscimento dei suoi diritti senza alcuna discriminazione.
  6. Promuove il suo benessere psico-fisico.
  7. Monitora i percorsi di educazione e integrazione tenendo conto delle capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni del minore.
  8. Monitora le condizioni di accoglienza, sicurezza e protezione del minore.
  9. Amministra l’eventuale patrimonio della persona di minore età.
  10. Trovi le informazioni istituzionali e i moduli su: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/cultura-sport/immigrazione/FOGLIA21/