Mercoledì 12 dicembre 2018 ore 18.30 Aula Magna Liceo Dante, via Giustiniani 3, Trieste.

Si presenterà il viaggio sulle vie della seta del Beato Oderico da Pordenone, sulla prosecuzione del lavoro cinese da parte dei gesuiti e sul rapporto attuale  Italia Cina dal punto di vista giuridico.


Estratto da Treccani on line http://www.treccani.it/enciclopedia/odorico-da-pordenone_(Dizionario-Biografico)/

voce di Andrea Tilatti – Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 79 (2013)

ODORICO da Pordenone. –  Secondo il cronista trecentesco Giovanni di Viktring (Liber certarum historiarum, II, a cura di F. Schneider, Scriptores rerum Germanicarum in usum scholarum ex Monumentis Germaniae historicis separatim editi, Hannover-Leipzig 1910, p. 113), nacque a Pordenone da una delle famiglie lasciate a presidio della cittadina friulana da Ottocaro II, re di Boemia nei primi anni Settanta del Duecento. Forse da questo ebbe origine la voce, non confermabile, che Odorico fosse di stirpe boema. Sicuramente non nacque dalla famiglia Mattiussi-Mattiuzzi e nemmeno nel 1265, data proposta da padre Girolamo Golubovich (1917, p. 21 s.), mosso da preoccupazioni ostili alla supposta ascendenza boema di Odorico. Preferibile è la tradizione che lo vuole nato nei primi anni Ottanta del secolo XIII, rafforzata dalla ricognizione medica sui resti parzialmente mummificati del corpo (2002). Se all’epoca della morte (1331) Odorico poteva avere circa 50 anni, si può calcolare che fosse nato attorno al 1280. (…)

Odorico partì dopo il 1318, da Venezia, per sbarcare a Trebisonda, sul Mar Nero, la prima sosta documentata nella relazione. Da là, si mosse per via terra verso Hormuz, per salpare verso l’Oceano Indiano. Non ci sono dati cronologici precisi circa il susseguirsi delle tappe. Odorico forniva brevi note descrittive dei luoghi toccati, segnalava peculiarità culturali, religiose, sociali, produttive e commerciali, e indicava i tempi di percorrenza medi che separavano una località dall’altra.

L’approdo di Odorico in India fu Tana, a nord est di Mumbai. Qui seppe del martirio di quattro frati minori, avvenuto nell’aprile 1321: un termine post quem per i tempi del viaggio. Recuperò le ossa di Tommaso da Tolentino, Giacomo da Padova e Demetrio da Tiflis (ma non il corpo di Pietro da Siena) e le portò sino a Quanzhou, allora sede vescovile. Una lettera del vescovo, Andrea da Perugia, datata 1326, conferma la loro ricezione.

Dopo Tana, Odorico proseguì verso Malabar e Chennai (Madras), visitò la tomba dell’apostolo Tommaso a Mylapur. Di seguito il racconto appare più confuso ed è difficile capire la direzione dei movimenti e identificare le località toccate, in una peregrinazione che, se non è casuale, ha lo scopo di esplorare quanto più possibile rotte e regioni incognite. Da Ceylon Odorico passò per le isole Adamane, Nicobare, Sumatra, Giava, Borneo, forse per le Filippine e altri approdi. Solo l’arrivo a Guangzhou (Canton), nel Catai, l’impero del Gran Khan, conferisce una nuova linearità all’itinerario.

Le tappe successive furono Quanzhou, Fuzhou, Hangzhou, Nanchino, Yangzhou e altre città, spesso di incerta identificazione, ma gigantesche e ricchissime, a confronto con le più modeste città italiane. Odorico giunse coi compagni a Khanbaliq, oggi Pechino, sede imperiale e dell’arcivescovo francescano Giovanni da Montecorvino, che, partito da Rieti nel 1289, era arrivato alla sua sede nel 1294-95; nel 1307 Clemente V lo aveva elevato a metropolita di tutto l’Oriente, prima della creazione (1318) della metropoli di Soltaniyeh, in Persia, affidata ai predicatori. Giovanni tentò di evangelizzare specialmente i cristiani nestoriani, ma non riuscì a formare un clero indigeno. Non ci sono prove per collegare il viaggio di Odorico con l’azione dell’arcivescovo. Non si sa nemmeno quando il frate friulano sia giunto a Khanbaliq, benché si pensi a un periodo tra il 1322 e il 1325. È verosimile che Odorico incontrasse il presule, sebbene non ne parli nell’Itinerarium, come non parlò di attività propriamente missionarie, ma asserì di essere rimasto tre anni nella capitale dell’Impero. Giovanni da Montecorvino morì nel 1328. Questi dati hanno indotto l’ipotesi che Odorico fosse stato incaricato di tornare in Occidente per sollecitare aiuti.

Il viaggio di ritorno seguì il tragitto interno, noto come ‘via della seta’, attraverso la Cina, il Pamir, la Persia e il Mar Nero, sino, probabilmente, a Venezia. La descrizione è molto più sbrigativa, con cenni a curiosità e a storie in buona parte già note in Europa, come quella sul mitico regno del prete Gianni. Forse Odorico approdò in Italia tra il 1329 e il 1330.