GEOPOLIS è il programma 2019-2020 del Centro Culturale Veritas

Promuove, nella tradizione pedagogica dei Gesuiti fondati nel 1540 e tramite l’apprendimento continuo, l’unità del sapere in capo a ogni uomo (“misura di tutte le cose”).

Il progetto GEOPOLIS assume, a suo modo, la vocazione leonardesca sia al progresso e all’unità del sapere sia alla mobilità dell’uomo nello spazio e nel futuro.

GEOPOLIS è in continuità, nonostante i diversi titoli, con i progetti culturali di ogni stagione dei 60 anni di attività del Centro Veritas, in particolare di quelli cofinanziati dalla Regione FVG, come nei tre anni precedenti (Confluenze, GLOCAL e GLOCAL 4.0).

Il progetto GEOPOLIS ha sei obiettivi tra loro collegati

  • Il primo è il «target 4.7» dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile: tutti acquisiscano conoscenza e competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un’educazione volta a uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità uomo-donna, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile;
  • Il secondo è affrontare le problematiche etiche che la gestione della complessità impone, con attenzione alle culture professionali e alle relative deontologie di giornalisti, insegnanti, allenatori, operatori economici e politici;
  • Il terzo, con la bussola della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, è conoscere il contributo che le religioni offrono per costruire sistemi di senso e valoriali volti a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo;
  • Il quarto è la conoscenza dei fenomeni globali, per favorire una cultura della governance;
  • Il quinto è offrire orientamenti in un ambiente di vita segnato da rivoluzione produttiva digitale, neuroscienze, intelligenza artificiale, pervasività di internet, nel quale l’interazione uomo-macchina influenza l’evoluzione della specie umana e il lavoro;
  • Il sesto è di celebrare esplicitamente l’anno leonardesco.

L’immagine che descrive il programma ritrae l’opera “The Key in the Hand” (“La chiave in mano”), dell’artista Chiharu Shiota, esposta nel Padiglione Giappone (Giardini)
 alla Biennale di Venezia 2015.

“The Key in the Hand” è un intreccio elaborato di lana rossa e chiavi che pendono sopra due antiche barche. Dal groviglio di fili rossi luminosi e intrecciati pendono 50.000 chiavi provenienti da diverse parti del mondo e donate all’artista. Dal fondo, due barche si innalzano verso l’alto: esse, come mani, raccolgono quelle chiavi e di conseguenza accolgono la storia che ciascuna di esse ha dietro.

GEOPOLIS vuole così simboleggiare l’impegno del Veritas di indagare quanto più possibili campi del sapere per fornire a tutti coloro che sono in ricerca le chiavi per una migliore comprensione degli scenari globali.

Contributi

Il programma GEOPOLIS è realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia