Pubblico numeroso – molte le persone costrette a restare in piedi – all’incontro “Le vie della seta e dei cantieri” svoltosi il 10 gennaio nella sala Saturnia della Stazione marittima, organizzato dal Limes Club Trieste e dal Centro Culturale Veritas.

Ha introdotto i lavori Paolo Deganutti, titolare della Libreria Einaudi, che ha salutato e ringraziato il pubblico per il vivo interesse sui temi geopolitici.

A moderare l’incontro, Luciano Larivera S.I., direttore del Centro Culturale Veritas.

Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica “Limes” ha tracciato una sintesi delle sfide e opportunità per l’Italia che potrebbero derivare dalla “Belt and Road Initiative” (Bri) e dalla “Nuova era” lanciata dal presidente cinese Xi.

Un progetto che Caracciolo ha definito “un po’ megalomane” ma che non può essere ignorato dalla politica economica nazionale e locale.

Trieste si trova in un luogo ideale ed ha tradizioni commerciali tali da renderla candidata ideale per partecipare a pieno titolo alla nuova Via della seta come polo strategico d’interscambio con l’Oriente: “se è vero che la geografia è un destino, lo è anche la storia”.

Ed è riallacciandosi alla storia dei due ultimi conflitti che Caracciolo ha presentato il tema conduttore dell’ultimo numero di Limes: il “Trimarium”, rete di relazioni internazionali che si sta sviluppando nei Paesi che da Nord a Sud, toccando tre mari – Baltico, Adriatico, Mar Nero – costituiscono un’area cuscinetto fra l’Europa Occidentale e la Russia.

Oltre al Gruppo di Viségrad, alleanza informale di cooperazione e sinergia diplomatica e politica che all’interno dell’Unione europea e della Nato unisce Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca, del “Trimarium” fanno parte Estonia, Lettonia, Lituania, Austria, Slovenia, Croazia, Bulgaria, Romania.

Nel futuro delle relazioni internazionali, sia politiche che commerciali, questo gruppo di Paesi vuole ritagliarsi un ruolo di rilievo, forte dell’appoggio USA.

Pierpaolo Barbone, vice amministratore delegato del Gruppo Wärtsilä, ha descritto l’articolata rete di attività e cooperazioni dell’impresa a livello di strategie internazionali, non senza evidenziare il ruolo centrale della sede triestina grazie alle sinergie con il mondo accademico.

Il Gruppo Wärtsilä è presente in Cina da oltre vent’anni con una clientela importante con cui sono nate partnership e collaborazioni produttive.

Accattivante l’intervento di Maurizio Eliseo, libero docente di tecnologie di allestimento navale in università italiane e straniere e consulente delle principali società di navigazione internazionali nel settore della progettazione, costruzione, ristrutturazione e gestione di unità da crociera e megayacht.

La sua passione per le navi passeggeri si estende al ramo storico: ha scritto 14 libri, è stato coautore di un’altra dozzina e ha collaborato, in veste di consulente o editore, ad altre 7 opere editoriali.

Eliseo ha offerto una carrellata sulla storia della cantieristica triestina ricordando le origini in epoca asburgica ed il ruolo cruciale della città nei collegamenti marittimi dell’Impero.

Nella sua ricca esposizione, ha auspicato una maggiore considerazione per il settore da parte del grande pubblico: riferendosi alla recente acquisizione di STX France da parte di Fincantieri, ha raccontato come in Francia l’inaugurazione di una nave sia un evento molto sentito e partecipato dai cittadini. Sulle spiagge dell’Atlantico accorrono centinaia di migliaia di cittadini per assistere alla navigazione della nuova nave.

Zeno D’Agostino infine ha voluto sottolineare come la Via della Seta non sia solo un progetto commerciale, ma il preludio ad una rivoluzione sia produttiva che culturale, in tra Europa ed Oriente si potranno creare nuovi ponti.