Si è svolta venerdì 29 novembre, in collaborazione con il Laboratorio Scienza e Fede della Diocesi di Trieste, la conferenza “Intelligenza artificiale e apprendimento autonomo: verso la separazione dei saperi?“. L’incontro si inserisce in un percorso volto alla formazione del T.R.I.E.S.T.E.c. 
(Trieste Research Institute on Ethics, Science and Theology in an Ecumenical context) ed era patrocinato da Pro ESOF – Towards Trieste 2020 Euroscience Open Forum.

Relatore era Paolo Benanti, francescano del Terzo Ordine Regolare, docente di teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana ed autore di numerose pubblicazioni sui temi dell’etica, bioetica ed etica delle tecnologie.

In particolare Paolo Benanti si occupa di gestione dell’innovazione: internet e l’impatto del Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. È uno dei 30 componenti della Task Force sull’Intelligenza Artificiale promossa dall’Agenzia per l’Italia Digitale e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Benanti si è soffermato sul significato etico e antropologico della tecnologia per l’uomo. Gli strumenti tecnici e tecnologici permettono all’umanità di trasformare il mondo, ma a sua volta l’uomo e la visione che l’uomo ha di se stesso vengono cambiati dai manufatti da cui è circondato: la condizione umana è una condizione tecno-umana.

Qui l’audio della serata: