Si svolge il 6 giugno, in occasione dei 60 anni dell’Ucsi (Unione Cattolica Stampa italiana) la conferenza “Dalla community alla comunità“. L’evento avrà luogo alle ore 18.00 presso la Sala Della Torre, in via Carducci 2, a Gorizia.

Relatori:

S.E. Mons. Carlo Maria Redaelli arcivescovo di Gorizia
Guido Baggi presidente del Consiglio di disciplina dell’OdG del FVG

Fabiana Martini coordinatrice di Articolo 21 in FVG

Interviene:

Alberto Lazzarini, componente della Giunta Nazionale Ucsi e presidente della Commissione Cultura del Consiglio Nazionale dell’OdG.

Introduce e modera:

Luisa Pozzar, presidentessa dell’UCSI FVG.

Valorizzare il contributo dei laici cattolici impegnati nella comunicazione “per accrescere nell’opinione pubblica la stima per il giornalismo quale strumento di verità, giustizia e fraternità”. Questo lo scopo con il quale il 3 maggio 1959 veniva fondata l’UCSI.

Verità, giustizia, fraternità, le tre parole chiave indicate 60 anni fa dai fondatori, sono oggi “più che mai urgenti nell’odierno contesto internazionale di violenza e sopraffazione”, afferma in un’intervista all’agenzia Sir (Servizio Informazione Religiosa) la presidente nazionale Vania De Luca soffermandosi su una curiosa coincidenza: “Il 3 maggio 1959, duecento giornalisti davano luogo all’assemblea costitutiva; nel 1993 l’Assemblea generale delle Nazioni unite proclamava il 3 maggio Giornata mondiale della libertà di stampa. Una coincidenza che sembra voler sottolineare e dare forza al nostro impegno per la libertà di informazione che stiamo portando avanti insieme a giornalisti di tutto il mondo”.

De Luca – scrive ancora il Servizio Informazione Religiosa – sottolinea inoltre la volontà, espressa dai fondatori, di “valorizzare il contributo cattolico per accrescere nell’opinione pubblica la stima verso il giornalismo come strumento di verità, giustizia, fraternità”.

“Tre termini – dice – che mi colpiscono profondamente. In particolare ‘fraternità’, parola chiave della missione che Papa Francesco sta portando avanti nel mondo e ne esprime la volontà di dialogo con l’Islam, con tutte le fedi non cristiane ma in generale con tutti gli uomini e le donne di buona volontà”.

Parole “tanto più urgenti nell’odierno contesto internazionale di violenza e sopraffazione”. “Con l’emergere dei populismi – in Europa e non solo – viviamo a livello mondiale una cultura di muri, scontri ed esclusione che giornalisticamente si traduce in un linguaggio aggressivo e violento”, osserva. Compito dei giornalisti cattolici, ma si potrebbe dire di ogni buon giornalista, “testimoniare la volontà di costruire ponti e ricostituire fraternità”.

Maggiori informazioni sul sito dell’UCSI:

http://www.ucsi.it/