Si è conclusa lo scorso 16 dicembre 2021 con la conferenza “Guerra in Siria” la seconda edizione degli incontri di Geopolitica “Una strategia per Trieste” organizzati dal Club geopolitica Trieste e dal Centro Culturale Veritas. Responsabile del ciclo era Simone Benazzo. Referente nelle sedi di Gorizia e Trieste Andrea Cremonini. Questi gli altri collaboratori: Gabriele Bossi, Margherita Girardi, Luigi Volponi per i contenuti, Nina Komadina, Giulia Trombelli per la comunicazione, Nicolò Cenetiempo per la segreteria organizzativa. A tutti va un sentito ringraziamento per l’impegno profuso.

All’inizio del nuovo anno tracciamo con Andrea Cremonini, studente di Scienze internazionali e diplomatiche all’Università di Trieste ed organizzatore “sul campo” degli eventi, un bilancio sul percorso del ciclo.

Una panoramica generale su com’è andata questa seconda edizione?
Siamo partiti bene nonostante l’incertezza della situazione sanitaria e qualche ritardo nella promozione degli eventi. Abbiamo distribuito libretti e locandine nelle bacheche dell’Università, nei bar e in altri luoghi pubblici, ma non si può contare solo su questa modalità. La qualità generale delle relazioni è stata certamente il punto forte dell’iniziativa. Naturalmente alcune conferenze sono state più coinvolgenti, sia per l’argomento che per la capacità dei relatori di presentarlo.

Le presenze sono state in media soddisfacenti anche se negli ultimi incontri il pubblico si è assottigliato. Più volatile la partecipazione a Gorizia, dove abbiamo avuto picchi di 60 persone ma poi c’è stato un affaticamento del pubblico, specie dei giovani, da imputare in parte a situazioni contingenti ma anche al numero di incontri, forse eccessivo.

Quante sono state le presenze online?
Nelle dirette circa una ventina di partecipanti in media, mentre le visualizzazioni variano a seconda degli incontri, dalle 100 alle 300.

Come reputi l’esperienza del ciclo su due sedi?
I pubblici di Trieste e Gorizia si sono rivelati diversi. A Trieste c’è stato un nocciolo duro di partecipanti la cui presenza è stata molto costante e attiva. Si tratta di persone di varie età e provenienze culturali ma accomunate da un forte interesse per il tema della geopolitica. Alcuni di loro si sono spostati da Trieste a Gorizia per seguire gli incontri. Diversa la situazione a Gorizia dove invece il pubblico era costituito per gran parte da studenti, che hanno avuto una presenza più fluttuante, dovuta sia ai loro impegni universitari che ad interessi specifici su alcune tematiche. Per una terza edizione opterei su una sede unica, a Trieste.

Cosa si può migliorare?
Ritengo che si debba puntare molto alla qualità dei collegamenti online. Dopo due anni di pandemia le persone si sono ormai abituate alla modalità di partecipazione da remoto. Mentre all’inizio bastava un collegamento qualsivoglia per il successo di un webinar, adesso il pubblico si aspetta una resa ottimale delle immagini e dell’audio degli eventi sul web. Anche per questo darei priorità alla sede di Trieste, che permette di supportare una migliore connessione.
Credo poi che dovremmo ridurre il numero degli incontri a cinque o sei, magari raggruppando alcune tematiche, anche per non disperdere troppe risorse. Far venire i relatori è costoso, piuttosto orienterei l’investimento sull’ottimizzazione dell’offerta online.
Per concludere, condivido una bella esperienza: al termine del penultimo incontro, a Gorizia, una persona del pubblico mi ha fermato, si è complimentata a lungo e ci ha rivolto dei ringraziamenti molto calorosi. Sono queste le soddisfazioni che ci spingono a proseguire.

Nella foto: l’incontro sulla Cina del 21/10 con Francesca Ghiretti (Credits: Andrea Cremonini)