News; Sabato 12 giugno 2010: "Giovani e spiritualità"

Pubblicato/Aggiornato: martedì 15 giugno, 2010

"Giovani e spiritualità. Quale futuro per la fede?"
Giornata di studio con il Presidente dell’Osservatorio Socio-religioso del Triveneto (OSReT)

Come si sa, l’OSReT - l’Ufficio sudi dei vescovi del Nord Est - è stato voluto dai vescovi delle 15 diocesi della regione ecclesiastica proprio come strumento di osservazione dei cambiamenti nella società del Triveneto così da adattare e aggiornare continuamente i piani e i progetti pastorali alle mutate condizioni del territorio. Un’attenzione e una ricerca non solo descrittiva, ma “comprendente”, tale da sollevare interrogativi, qualche volta abbastanza radicali. È attraverso la ricerca infatti che l’Osservatorio intende dialogare-influenzare-far riflettere le Chiese.
E’ ovvio che questa impostazione metodologica comporta una riflessione sul rapporto tra scienze umane e teologia, perché non è vero che la sociologia descrive e la teologia dice le verità, o (se è teologia pastorale) dice cosa la Chiesa dovrebbe fare. Anche la ricerca dice le sue verità e, in qualche momento di grazia, arriva anche a indicare la verità, quella che traspare nella vita della gente (il sensus fidei di patristica memoria).
A partire da una recente ricerca sui giovani, e tenuto conto di quella condotta a Trieste, il prof. Sandro Castegnaro (curatore della ricerca e presidente dell’OSReT) intende far emergere conferme e interpellazioni per le nostre Chiese. Parlare dei giovani infatti vuol dire parlare di noi, della società nel suo insieme, del futuro della fede.
È un tema – quello dei giovani, della spiritualità e della religione - che sembra finalmente riscontrare un certo interesse, anche per alcuni interventi (vedi Enzo Bianchi su La Stampa di Torino che cita una ricerca Iard o il libro di Armando Matteo, assistente nazionale della FUCI : La prima generazione incredula), oltre che per la scelta della Chiesa italiana di occuparsi della “emergenza educativa”.
Il discorso si orienterà in varie direzioni, aperte, non alternative:
- tema etico: è proprio vero che i giovani non hanno valori condivisi? Il loro è un relativismo assoluto o è una forma di relativismo soft che non esclude una trama comune? Che giudizio dobbiamo dare sul loro tanto richiamato individualismo? Rispetto ad esso la concezione prevalente nella cultura ecclesiale di oggi è adeguata?
- un futuro materialista o un futuro spiritualista? Verso quali forme di spiritualità?
- il credere (le nuove forme del credere: la fine della possibilità di credere in modo ingenuo, l’incertezza/indeterminatezza come nuova forma del credere). Al centro la questione della resurrezione, della vita eterna, (con gli addentellati: il giudizio, i mezzi di salvezza). La ricerca fa qui emergere con forza inusitata la questione del linguaggio, ma vi sono anche altri problemi (il rapporto con il testo sacro, il rapporto con gli uomini che ne parlano: la questione della fiducia) ;
- la Chiesa e la sua immagine, il suo modo di concepire il rapporto individuo/istituzione;
- la trasmissione della fede: dalla trasmissione all’annuncio, dalla trasmissione alla generazione.

La giornata – promossa dal Centro culturale “Veritas” di Trieste – inizia alle ore 10.00 nella Sala Consiglio dell’abbazia.
Il pranzo è previsto per le ore 13.00 e alle 15.00 la visita guidata all’abbazia.
I lavori si concluderanno alle 17.30.

Si prega di prenotare al Centro Veritas entro e non oltre giovedì 10 giugno: centroveritas@gesuiti.it; tel. 040569205. Info: www.centroveritas.it

Sesto al Reghena - Abbazia
Convegno su “Giovani e Spiritualità”

Convegno su “Giovani e Spiritualità” sabato scorso nel complesso abbaziale di Santa Maria in Sylvis a Sesto al Reghena. Organizzato dall’Associazione Centro Culturale Veritas, che si occupa, nell’ambito dei Gesuiti di Trieste, di tematiche relative ai nuovi linguaggi della religiosità e della spiritualità, il Convegno ha preso spunto dalla pubblicazione del volume: “C’è CAMPO?” Giovani, spiritualità, religione, curato dal sociologo vicentino Alessandro Castegnaro e edito dalla Marcianum Press srl di Venezia. Il libro nasce da una ricerca finalizzata a ricostruire i sentimenti spirituali e religiosi dei giovani. “La vita spirituale dei giovani – ha commentato il sociologo Castegnaro – è oggi un continente sconosciuto. Questo libro cerca di aprirvi uno squarcio. Esso fa il punto sulle ricerche condotte dall’Osservatorio Socio-Religioso Triveneto sui giovani e presenta i risultati di uno studio con il quale si è cercato di far parlare direttamente loro”. L’indagine, infatti, durata tre anni di lavoro, ha interessato 72 giovani, con interviste dirette.
Tenendo come filo conduttore il contenuto delle interviste, il relatore ha tratto significativi spunti sugli attuali “sentimenti religiosi” dei giovani. Cosa ne è sostanzialmente emerso. Un cambiamento che però non si manifesta allo stesso modo in tutte le dimensioni della religiosità, ma è assai più evidente nella “pratica” (intesa come frequenza alla messa) e nel senso di appartenenza alla Chiesa che non nell’esperienza religiosa e nel credere. Il fatto poi, davvero nuovo, è che questi cambiamenti interessano più le giovani che i maschi. Non si è trovato, comunque, quel vuoto assoluto, sotto il profilo etico, che molti attribuiscono ai giovani. In realtà esiste un valore centrale oggi, riconosciuto da tutti. Questo valore è il rispetto dell’altro, a fondamento dell’idea che ogni persona abbia una dignità umana da rispettare in quanto tale. L’orientamento prevalente dei giovani si può riassumere nel motto “valori sì, regole no”. Altri aspetti, evidenziati dall’autore della ricerca Castegnaro, sono stati il rapporto con la Chiesa, lo snodo nella storia religiosa dei giovani, che per molti finisce con la Cresima, le nuove forme del credere, riassumibili in una situazione “di stallo” più che di incredulità. Uno stato indefinito, ma al contempo una condizione aperta, che porta a una spiritualità instabile, fluida, mobile, con sbocchi successivi diversi. Il ritorno “a casa”, nel periodo giovanile, non sembra in ogni caso una via molto seguita. Dalle interviste emerge, invece, che non sono i giovani a dover tornare nella Chiesa; è piuttosto questa che deve ritornare tra i giovani.
Ricco di osservazioni e proposte e veramente interessante il dibattito che ne è seguito.
Umberto Coassin


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